4.I.5. Il demone del casa - Epilogo

L'OTTAVO GIORNO (1985-2000)

Il futuro è già passato

 

 

 

 

SECONDO FINALE (Scelta giusta)

 

 

“ Capto la presenza di una moltitudine di mani che cercano d’afferrarmi. Raccolgo tutte le energie che ho in corpo e le concentro nella mia mente, la quale come d’incanto moltiplica le mie capacità percettive. Avverto di poter fare qualsiasi cosa, utilizzando solamente la mia forza spirituale. La paura svanisce come una bolla di sapone, ed il suo posto è preso da un incredibile coraggio. Non solo non aspetto di subire le volontà del demone della camera, ma, al contrario, passo al contrattacco intimidendolo a mostrarsi dinanzi a me. Questa volta sono la sua forza e la sua sicurezza ad essere messe in dubbio. La luce della Luna entra prepotentemente nella stanza andando a cozzare contro la parete di fronte a me, sopra quello che una volta era il mio letto. Quello che, di primo impatto, sembrava essere solo un potente fascio luminoso, prende forma assumendo l’aspetto di un volto di bambino solcato da qualche lacrima ‘asciutta’. A quel punto il demone della camera da letto perde gran parte della sua forza demoniaca e svanisce nella notte con un rombo simile a quello di un tuono. Laddove, prima, si era trasfigurata la “presenza” ultraterrena rimane una scritta a fuoco. Intuisco subito che si tratta della parola d’ordine per accedere alle informazioni del computer, il quale si era preso gioco di me, qualche minuto prima, sotto la possessione demoniaca. Leggo le lettere della scritta a fuoco: è il mio nome scritto al contrario! Digito la password. Compare la scritta: “o.k. key saved ”, ossia “O.K. Chiave salvata” ed il computer si spegne causando l’accensione delle luci della casa. Rimango sbalordito. Non mi sarei mai aspettato che tutti gli sforzi fatti avrebbero portato solo ad un banale spegnimento del calcolatore. Molto contrariato esco dall’appartamento e senza indugiare salgo le scale in direzione della soffitta…”

 

 

ADULTO: L’inserimento della password e lo spegnimento del PC avevano solo il valore simbolico di combattere e vincere le mie paure di bambino imprigionandole nel passato senza dar loro la possibilità di tornare (il PC spegnendosi porta con se i dati registrati e conservati in un luogo preciso e gestibile: il floppy disk così come io con il mio coraggio ho sconfitto il demone “bambino” che occupava il mio appartamento, relegandolo ad essere solo un ricordo del passato senza nessuna rivendicazione sul presente).

 

 

SOGNO: “Arrivo senza troppi impedimenti al terzo piano, dove dietro alla porta, dell’appartamento collocato sopra il mio, sento una donna piangere. Concentro le mie capacità percettive e riesco ad accorgermi che è solo un espediente per farmi abbassare la guardia. Procedo con la marcia, ma quando giungo alla metà della prima rampa di scale, tra 3° e 4° piano, due voci a me note mi chiamano dal cortile. Mi affacciò alla finestrella, che è presente in mezzo al pianerottolo al termine della prima rampa. Vedo, con mio gran stupore, due miei carissimi amici d’infanzia, che da anni ho “abbandonato” nel viale, i quali mi invitano a scendere in cortile a conversare con loro per qualche minuto prima di andare a dormire. Sento che non posso perdere altro tempo, e una lacrima mi solca il viso mentre a malincuore declino l’invito. Mi sarebbe piaciuto moltissimo parlare un po’ e raccontare loro la mia nuova vita e questa strana esperienza. Da quando ho cambiato casa ho sofferto in modo atroce la loro mancanza anche perché siamo cresciuti assieme e la separazione per me è stata un piccolo trauma. Li osservo per l’ultima volta accorgendomi che non sono affatto cambiati. Non posso permettermi il lusso di perdere concentrazione e morale, se voglio sconfiggere il demone della soffitta! Continuo a salire le scale, ma la mia mente è ancora turbata dal precedente incontro. Raggiungo ora il quarto piano da dove posso vedere la soffitta. La luce entra da un lucernario del tetto. Il piccolo atrio è sgombro di panni stesi. Continuo a salire e mi fermo all’inizio dell’ultima rampa di scale. Sono emozionato e particolarmente curioso di scoprire chi è il terribile demone della soffitta che comanda tutti i “demonietti” della mia casa d’infanzia. Osservo con attenzione tutti i particolari e non vedo nulla di strano anche se avverto la sgradevole sensazione che dentro il mio solaio ci sia qualcuno. Salgo, fino in cima, e scruto all’interno di ogni solaio attraverso le fessure, di dieci centimetri l’una, delle porte in legno che delimitano le soffitte. Gli unici due, tra questi, che hanno porte non dotate di fessure, sono quello mio e quello dei miei nonni. “

 

 

(Questo vale anche nella realtà. Non è solo una caratteristica del sogno.)

 

 

SOGNO: “ Dal mio, e solo da quello, si spande per tutta la casa l’atmosfera macabra di ciò che non è di questo mondo. La porta è solo accostata quindi sembra non essere un problema aprirla e svelarne il contenuto. Mi avvicino con cautela e, non essendoci la maniglia, la afferro di taglio su un lato. La sensazione tattile che ne deriva raggiunge i centri nervosi del mio cervello che si prefigura ciò che si trova oltre la soglia. Sembra di prendere in mano dei cocci di vetro e mi sento come se mordessi un muro con i denti. Quella che mi troverò davanti, potrebbe essere la visione più scioccante della mia vita. Non sono sicuro di voler aprire la porta, ma chiudo gli occhi per un attimo, trattengo il respiro, poi riaprendo gli occhi svelo definitivamente l’aspetto del demonio, che così pazientemente e sadicamente mi ha aspettato per tutti questi anni. Ciò che trovo oltre l’uscio, è qualcosa che mai mi sarei aspettato, infatti, vedo solo uno specchio nel quale mi rifletto, non più giovane, senza capelli e dalla sguardo spento e perso! Il terribile demonio sono io...sarò io! Lo shock che provo è veramente indescrivibile, tant’è che comincio a tremare e piangere. In preda alla disperazione più totale continuo ad osservare la mia immagine riflessa la quale pian piano muta d’aspetto, come preda d’un invecchiamento precoce. È terribile, tutta la mia vita si sta compiendo dentro quello specchio, ad una velocità che crea lo sgomento nella mia mente…sto assistendo alla mia morte in diretta! Sento la mia tranquillità frantumarsi come un bicchiere di cristallo sotto il peso di uno schiacciasassi maestoso. Le lacrime non scendono più, gli occhi si chiudono con un movimento nervoso e i muscoli della mia faccia si contraggono a tal punto che mi sembra possano esplodere da un momento all’altro. Le ginocchia crollano al suolo e abbandono le braccia lungo i fianchi prima di sdraiarmi completamente sul freddo suolo. Penso che sia la cosa più terribile che abbia provato in tutta la mia vita, questa sensazione è lo smarrimento totale delle mie energie vitali ed è come se qualcuno mi strappasse via il cuore con tutto lo sterno e le ossa toraciche. Mi sento soffocare, ogni mia ricerca di ossigeno è inutile, mentre sto per cadere nel torpore totale dei sensi, trovo la forza disperata di pregare ed affidare la mia anima al Creatore, mentre la mia vita se ne va cedendo il posto all’oscurità della mia morte! “

 

 

ADULTO: Il terribile demone della soffitta, di cui in sogno, mi parlò mia nonna era lo spettro della mia morte. Ora che l’avevo visto e vissuto, facendo quella dolorosa esperienza, dovevo vincerlo e combatterlo nella realtà superando la paura del futuro, l’angoscia dell’ignoto e dell’infinito. Avevo sconfitto lo spettro del mio passato e di tutti gli errori dell’età dell’incoscienza (ovvero il demone bambino della camera da letto), ora dovevo superare anche quello della ”età della coscienza” (cioè quello della soffitta). Solo in questo modo avrei potuto ottenere la conoscenza del mistero che si celava nella mia mente. Al termine di questo sogno cessarono anche tutti gli altri, che per così tanto tempo avevo continuato ad avere, ed iniziarono i due anni più difficili e duri della mia vita, anni in cui provai dolori sia fisici che mentali. Affidandomi al Creatore feci il gesto più importante dell’intero Sogno, perché questo risultò determinante nel momento della 3° sfida quando mi trovai di fronte il Cavaliere del Giudizio.

 

 

RAGAZZO:

 

È già un po’ di tempo che non lascio più appunti sui miei sogni ricorrenti, i quali sembrano essere terminati dopo l’ultimo scioccante epilogo. Pian piano mi sto riprendendo dallo shock subito, così posso a mente lucida fare un riepilogo degli avvenimenti degli ultimi mesi.

 

Il 1997, sta giungendo al termine, ho compiuto vent’anni, ed il tempo che passa porta con se gli strascichi del sogno che mi ha traumatizzato. Dopo la fine di quest’ultimo, ero molto scosso per ciò che avevo provato, e speravo di uscirne al più presto. Come se non bastassero i sogni, anche la realtà, qualche mese fa, durante l’estate, mutò improvvisamente e in maniera radicale. Ho perso, per motivi che mi sembrano incomprensibili, la compagnia di tutti i miei amici, i quali mi hanno voltato le spalle, lasciandomi completamente solo in balia dei miei profondi pensieri. Mi sono nuovamente chiuso in un “esilio casalingo”, forzato, durante il quale ho iniziato ad avvicinarmi, enormemente, alla mia spiritualità. Sono consapevole che saranno necessari enormi sforzi per non farmi sopraffare dalla depressione la quale, come un avvoltoio, è pronta a sfruttare il benché minimo cedimento, per affondare definitivamente le sue unghie nella mia vita. Ho scoperto che tutti i sogni ricorrenti che ho fatto, hanno una caratteristica comune: si sono raggruppati in gruppetti di tre. Per chiarezza ho fatto un grafico con il mio nuovo P.C.. Questo ha il CD-ROM...alla faccia del Floppy!

 

Adesso che ho questo nuovo e potente computer, inizierò ad abbandonare la scrittura a mano libera per utilizzare le potenti capacità che la tecnologia mi offre.

 

Forse, un domani, trasformerò tutti gli appunti sui sogni in un unico libro…chi lo può sapere? Non si sa mai.

 

 

 

GRAFICO DEI 5 SOGNI RICORRENTI

Le linee Blu verticali indicano la fine di un sogno e l’inizio di un altro.

 

 

 

Vorrei far notare che i terzetti hanno avuto la tendenza a durare di più con il passare del tempo. Il primo è durato un anno, il secondo il doppio del primo, il terzo il doppio del secondo.

 

 

...4. Il Sogno: Parte II...