4.I.3. La terra di fuoco

L'OTTAVO GIORNO (1985-2000)

Il futuro è già passato

 

 

 

3° sogno: “ La Terra di Fuoco “ ( 1990 al 1997, ? )

 

 

ADULTO: Questo sogno si svolge tra il presente ed il futuro, infatti, molti avvenimenti narrati sono già avvenuti nel corso di questi anni, ma tale sogno, diversamente da ciò che pensavo al tempo, avrà il suo apice il giorno della “Valle delle Anime “ raccontato nella Parte II del Sogno. Inoltre, quando feci quelle esperienze oniriche, non avevo ancora la maggiore età, cosa che, invece era caratteristica basilare per avere la patente, che nel sogno mi serviva per guidare l’auto. Inoltre, dal punto di vista spazio-temporale, poteva essere collocato, senza nessun problema, come seguito del sogno del maremoto estivo (è pur altrettanto vero che la collocazione potrebbe essere anche prima del maremoto, dopotutto quando qui è inverno può essere Estate da altre parti del Mondo).

 

 

BAMBINO (Da ora in poi sono tutti appunti scritti sul Libro dei sogni):

 

Ormai i sogni, riguardanti la psicosi ed invasione aliena, sono diminuiti, sono quasi scomparsi. Oggi 13 ottobre 1990 devo aggiungere un nuovo sogno alla lunga lista. Questo, che va a formare un allegro terzetto con gli altri due sogni ricorrenti che ho scritto sui diari delle Elementari, riprende alcuni avvenimenti che sembrano essere in aumento tra le notizie del telegiornale. e che penso non mancheranno mai nel corso della storia futura dell’uomo: i disastri automobilistici.

 

 

SOGNO: “ Dopo un tranquillo fine settimana trascorso presso alcuni conoscenti, in un paese fuori città, e dopo essermi rilassato oziando disteso in un prato, all’ombra di un albero, in una calda ma ventilata giornata d’inizio autunno, decido di mettermi in viaggio in direzione di casa. Preparo la borsa con le mie cose, e scendo a salutare gli amici, i quali accompagnandomi fino al cortile, si raccomandano di prestare attenzione in autostrada perché è previsto un traffico intenso. Il pensiero di restare per ore fermo in colonna, mi disturba un po’, ma nonostante ciò salgo in macchina sereno, ritemprato dalla bella vacanza fatta in allegra compagnia. Controllo di non aver dimenticato nulla e parto salutando mentre essi rinnovano l’invito ad andarli a trovare. Per non annoiarmi durante il lungo viaggio che dovrò effettuare in completa solitudine accendo la radio e la sintonizzo sulla mia stazione preferita. In questo modo tutto trascorre tranquillo, osservo il bellissimo paesaggio rupestre lasciare spazio, prima ad isolate costruzioni abitate, poi ad una vera e propria città ricca di vita e movimento. Imbocco l’autostrada ed incrocio le dita sperando di non trovare eccessivo traffico. Osservo la fisionomia della strada, la successione di curve e rettilinei mi ricorda quella di un sogno che avevo fatto anni prima, in cui alla guida c’era mio padre, il cui tragico epilogo spero non accada mai. Cerco di concentrare l’attenzione di nuovo sulla strada, per evitare errori di guida o imprevisti. La radio annuncia un’edizione speciale del bollettino sul traffico autostradale. Ascolto con attenzione le notizie: "Immane tragedia" inizia la voce. Sembra che proprio a pochi chilometri di distanza, sulla strada che sto percorrendo, ci sia stato un terribile incidente in cui sono rimasti coinvolti centinaia di mezzi. Modero la velocità per prepararmi al raccapricciante spettacolo a cui, molto probabilmente, dovrò assistere fra qualche chilometro. Così è: una colonna di mezzi in fiamme si para davanti a me e sembra continuare anche dopo la curva a destra, posta ad un centinaio di metri dall’inizio dell’ammasso di lamiere. Scendo dall’auto, lasciata nella piazzola di sosta e vado alla ricerca di superstiti. Un odore acro di bruciato misto a benzene, m’inaridisce le narici. Porto un fazzoletto al volto e continuo a guardarmi attorno cercando di resistere al ribrezzo che provo. La causa di questa sciagura, penso sia dovuta al ribaltamento di un autobus come conseguenza del tamponamento di un altro pesante mezzo che lo precedeva. Entrambi i veicoli hanno terminato la loro corsa fuori strada. Per centinaia di metri, macchine avvinghiate l’una sull’altra, praticamente irriconoscibili, bloccano il 90% della carreggiata. Per fortuna l’altra carreggiata sembra essere sgombra da vetture, così almeno i soccorsi potranno avere, o aver avuto, maggior chance nell’aiutare i malcapitati. Mi chiedo se ci sia ancora qualcuno vivo, e se è giunto qualche soccorritore, o se ancora devono arrivare. Continuo a camminare lungo la corsia quasi totalmente occlusa, quando noto che alcune fiamme stanno raggiungendo una chiazza di carburante che, da una moto rovesciata, sgorga da un foro del serbatoio. Non faccio nemmeno in tempo a muovere un muscolo che vengo travolto da un’esplosione. Vengo scaraventato a terra e rotolo per alcuni metri, appena il violento spostamento si arresta, quasi tramortito alzo, dal suolo, lo sguardo e guardando il fuoco che si sprigiona dalla terra, perdendo i sensi ”.

 

...Il vuoto d'aria...