4.II.3. Lotta all'Arcano

L'OTTAVO GIORNO (1985-2000)

Il futuro è già passato

 

 

 

1° sfida: “ Lotta all’Arcano “

 

 

ADULTO:

 

26 marzo 1999.

 

Questo sogno è strettamente collegato a quello di qualche giorno fa, anzi sembra esserne la prima parte, che rende i due sogni un'unica avventura a puntate. La cosa divertente è che, questa volta, ho sognato anteriormente la seconda puntata rispetto alla prima. Solo grazie alla seconda, riesco a dare un senso ad alcuni particolari della precedente. Infatti, alcuni elementi del sogno della settimana scorsa, mi erano apparsi casuali, come ad esempio la sensazione di avere una ferita al collo e di aver lottato nel sonno, ma oggi dopo il sogno della nottata, ho capito che così non sono…anzi, dopo averli scritti e letti entrambi, il tutto mi è apparso più sensato ed anche lo strano mosaico di cui parlavo, si sta ricostruendo…chissà quanti “pezzi” mancano!?

 

 

SOGNO: “ Questa notte il sonno non è stato particolarmente felice, forse anche per il fatto che non sono abituato a dormire lontano da casa. Ieri mattina, ho deciso di prendermi un week-end di evasione, lontano dal caos e dall’inquinamento della città, così approfittando di strane coincidenze, ho unito l’utile al dilettevole, scappando dalla routine quotidiana. Qualche mese fa, precisamente nell’autunno scorso, fui ospite di alcuni amici nella loro casa di campagna. Furono molto cortesi ed ospitali nei miei confronti, non facendomi mancare nulla, anzi contribuirono in modo decisivo a migliorare le mie condizioni fisiche, facendomi dimenticare la parola stress. Ora mi si presenta la possibilità di contraccambiare il favore, così con grande gioia mi sono offerto di accudire i loro tre figli per questo fine settimana. Spinto dal forte vincolo dell’amicizia mi sono ripromesso di dare il meglio di me in questa insolita circostanza. Forse il sonno è stato turbato anche per questo motivo, infatti, questa responsabilità può avere avuto riflessi sul mio stato di rilassamento, perché anche di notte sono tenuto a vigilare sull’incolumità dei miei assistiti. La mattina è trascorsa senza particolari problemi, il pranzo invece è stato un po’ “drammatico” (non sono un gran cuoco, comunque penso di non aver avvelenato nessuno). Nel pomeriggio, dopo aver terminato i loro compiti, permetto ai bambini di giocare un po’, cogliendo l’occasione per godermi la giornata primaverile. Esco nel prato, che si trova tutt’intorno alla casa, sdraiandomi sotto il mio albero preferito a leggere un libro. Dopo qualche pagina il sonno, mancato durante la notte, appesantisce i miei occhi e cullato, dal cinguettio dei pettirossi mi addormento. Entro in uno stranissimo sogno. Come chiudo gli occhi, sento il mio spirito vitale, abbandonare il corpo ed alzarsi in piedi. La situazione è molto particolare perché sono sicuro di essere sveglio ma allo stesso tempo posso vedermi sdraiato sotto l’albero, immerso in un profondo sonno. Il paesaggio che mi circonda non ha subito cambiamenti: gli uccellini sono sempre lì, la collina, dietro di me, si sta vestendo dei colori della primavera e i rumori rupestri hanno sostituito la confusione del traffico cittadino. Mi avvicino a me stesso e provo a svegliarmi, invano (tutto questo mi confonde terribilmente!). decido di tornare in casa per assicurarmi delle condizioni dei bambini. Con mia enorme sorpresa, sono tutti tranquilli e presi dalle avventure di un buffo personaggio protagonista di un gioco del computer. Mi avvicino a loro chiedendo se tutto è a posto, ma sembrano non accorgersi della mia presenza e continuano imperturbabili la partita. Riprovo, ulteriormente ad attirare la loro attenzione quando una voce sembra provenire dal videogioco. Rimango un attimo perplesso e mi giro ad osservare più attentamente lo schermo.

 

- È inutile che tenti di farti notare! In questo momento sei nel mondo dell’irreale. Nessun umano può sentirti…compreso te stesso! - continua la voce lasciandosi poi andare in una caustica risata.

 

- Cosa significa, compreso me stesso? - gli domando ancora più confuso.

 

- Significa che il tuo corpo di umano sta vivendo parallelamente nella realtà…in questo momento stai dormendo sotto l’albero e contemporaneamente sei qui a parlare con me!

 

Per un istante mi sembra di aver “afferrato” il concetto, ma l’attimo successivo tutto mi sfugge nuovamente.

 

- Chi sei tu, che mi parli da dentro uno schermo? - domando incuriosito.

 

- Guarda tu stesso…

 

Nel momento in cui pronuncia queste parole, un volto a me noto si materializza all’interno del televisore, dove fino ad un attimo prima vedevo un videogioco. I suoi capelli sono corti e dritti sopra la testa a formare lucidissime punte blu elettrico, dai riflessi metallizzati e dall’aspetto pungente. Una leggera incolta barba scende, sfumata alla perfezione con i capelli, verso un pizzo ben più lungo e scuro. Lo riconosco:

 

- Ma tu sei...

 

- Si sono proprio io! - mi interrompe bruscamente la sua voce - Sembri sorpreso di vedermi! –continua.

 

- Come potrei non essere sorpreso! Vado a centinaia di chilometri di distanza da casa e ti trovo nella televisione a parlarmi di Irreale e vite parallele! Secondo te come dovrei reagire? Neanche nei sogni posso essere tranquillo? Sono lì che leggo un libro e tutto rilassato mi lascio andare al giusto riposo…e chi ti trovo? Non potrei fare normali sogni come tutti! – continuo.

 

- I sogni non sono ciò che sembrano. In essi si celano le memorie dei nostri futuri – ribatte il mio carissimo amico.

 

- Come sarebbe a dire Futuri!? Il futuro non è uno solo?

 

- Ebbene sì, fratello! Devi sapere che il futuro non è uno solo, ma ci sono vari futuri possibili che scorrono l’uno parallelo all’altro. Lo scopo di ognuno di noi è stabilire quale di questi percorrere attraverso le proprie scelte di vita. Inoltre uno di questi rappresenta la possibilità di tornare indietro, nel caso in cui, durante l’esistenza si siano fatte scelte sbagliate. Tale futuro si chiama Pentimento ed è molto difficile, forse il più difficile di tutti, da percorrere. Per questo motivo parlare di Destino e Predestinazione, non è del tutto corretto… ma neanche completamente sbagliato!

 

- Che vuoi dire? - gli domando.

 

- Semplice! Il Destino è l’insieme dei nostri futuri e grazie al Pentimento non è uno solo e già scritto chissà dove, ma può essere scelto e modificato!

 

- Non capisco! Spiegati meglio!

 

- Come fai a non capire? – insiste – Effettivamente il Destino esiste, ma in qualche modo sta all’individuo scegliere quello che preferisce, percorrendo il futuro migliore…ricordati che è possibile scegliere uno dei propri futuri! Le scelte, durante l’esistenza carnale, servono proprio a questo, e spesso il futuro migliore si cela dietro a quelle più difficili! Per poter comandare questo tipo di scelta, è necessario un lungo cammino spirituale che è indispensabile per riaccendere quella parte della mente che ci permette di viaggiare contemporaneamente nel tempo e nello spazio…o in vite parallele!

 

- Quindi vuoi dire che attraverso le nostre scelte di vita, stabiliamo che tipo di destino avere: felice, triste e così via ?

 

- Sì pressappoco è così… perché, inoltre, il Destino di ognuno è legato a quello dei suoi genitori…è quasi genetico – continua con un sorriso fatalista.

 

- Questo spiega in parte perché alcuni sono poveri ed altri ricchi…- intervengo io - …cioè il punto di partenza del Destino di ogni persona è rappresentato da quello creato dai propri genitori!

 

- Certo! Devi sapere, anche che, maggiore è il numero dei cattivi Destini consecutivi, e maggiori sono le difficoltà da affrontare per cambiare il proprio in positivo! Ma la possibilità, sebbene minima, esiste!

 

- D’accordo, ora ho capito cosa vuoi dire. Ma tutto questo cosa c'entra con la tua presenza nel mio sogno? – domando perplesso.

 

- Possibile che non capisci che no stai solo sognando? In questo momento, stai ricordando momenti di uno dei tuoi possibili futuri. Io sono qui per mostrarti cosa ti capiterà nel caso in cui indirizzerai la tua vita verso questo futuro. Esci di casa, io sono lì che ti aspetto – conclude con tono deciso.

 

Mi dirigo verso la porta principale che dà sul giardino, la apro ed esco. Con mia grande meraviglia, mi trovo in un vastissimo deserto, senza dune, assolato e secco, totalmente diverso dal luogo in cui mi trovavo in “vacanza”. Il mio amico è in piedi appoggiato ad un lampione altissimo, che rappresenta l’unica cosa presente, oltre noi due. Mi guarda sorridendo. Mi avvicino a lui un po’ disorientato e gli domando dove siamo ed ascolto in silenzio quello che ha da dirmi.

 

- Siamo ovunque e in nessun luogo. Devi sapere che, nel mondo dell’Irreale, possiamo viaggiare ovunque sia nello spazio che nel tempo. Adesso siamo nella tua mente futura. Come vedi ancora non c’è nulla se non questo lampione spento. Sei stato bravo a sconfiggere i tuoi demoni ma è rimasta arida e senza vita! Ora devi aiutarmi a sconfiggere l’Arcano Sapiente, diretto servitore del Diavolo stesso, il quale ha il potere di comandare gli uomini, ma soprattutto i demoni dentro le loro menti ed ora vuole distruggere tutti quelli che lo hanno ripudiato. Aiutami a fermare il suo Arcano.

 

Nel momento in cui la mia mente pensa di accettare l’impegno, il paesaggio si trasforma. Asfalto scuro prende il posto della fine sabbia dorata, piccoli palazzi corrono lungo l’orizzonte coprendolo e altri lampioni affiancano quello presente. Di fronte a me si trova un’imponente chiesa gotica. Entriamo dal maestoso portone principale, il quale è di ebano nero e lavorato con figure umane dall’espressione inquietante, e ci troviamo in un enorme salone colmo di gente. Si tratta di fedeli che assistono all’omelia di un sacerdote in fondo alla grande sala. Mentre ci avviciniamo, la mia attenzione si sofferma su statue di marmo grigio alte un paio di metri che sono disposte sui lati della salone. Nonostante siano immobili sembrano tutte terribilmente animate e molto attente alle parole del sacerdote, il quale ora è solo a cinque o sei metri da noi. Lo osservo attentamente. Indossa un cappello ed una toga color porpora sopra una sottoveste bianca e nera ornata di pizzi incredibili. Il suo sguardo è intenso e profondo e dallo strano copricapo escono capelli argentei.

 

- L’Arcano Sapiente è dentro quel corpo! – mi sussurra il mio amico – dobbiamo attaccarlo insieme e smascherarlo davanti a tutti. Tu ancora non sei in grado di gestire i poteri segreti che puoi esercitare tramite la mente, per cui lo colpirai solo a parole ed io farò il resto facendolo uscire dal corpo di quel pover uomo!

 

Prima che potessimo azzardare qualsiasi mossa il sacerdote esclamò, indicandoci con l’indice ricoperto di fastosi anelli:

 

- Il male è in mezzo a noi, fratelli! Chi è senza fede sta per aprire la sua bocca piena di serpi!

 

L’intera massa di persone si volta nella nostra direzione emettendo un rumore di stupore.

 

- Sì! Ed è ricoperto di porpora e anelli! – controbatto prontamente.

 

- Taci tu, o infedele! Non scherzare con il fuoco! – tuona l’Arcano.

 

- L’unico che conosci è quello dello Sceol ardente! – gli rispondo.

 

A queste parole gli occhi del predicatore diventano accesi di una luce verde che penso di vedere solo io.

 

- Il Demone si è mostrato! Questo è il momento giusto per attaccarlo! – urla il mio amico testimoniando il cambiamento dello sguardo del malvagio Arcano.

 

Immediatamente dopo sento un terribile dolore alla testa, come se quella terribile creatura stesse tentando di entrare nella mia mente. Percepisco l’eco della sua voce che mi intima di non resistere alla sua volontà, se voglio evitare la morte del mio cervello. La sua potenza rende vani i miei sforzi così abbasso gli scudi difensivi permettendogli di entrare. La chiesa gotica lascia il posto ad un viale a me molto familiare: quello in cui vivevo da bambino. Il cielo è coperto e minaccioso e come abbasso lo sguardo, di fronte a me, osservo la mia casa d’infanzia più spaventosa che mai. Le finestre sembrano enormi occhi, che malvagiamente mi fissano, e dalla soffitta sopra il quarto piano sento provenire un attacco psichico devastante.

 

Resisto al terrore che questa visione mi causa e grintoso grido:

 

- Non riuscirai a spaventarmi né con il mio passato, né con il mio futuro, maledetto! Il demone della casa non esiste più, perché io l’ho sconfitto...morendo! – esclamo.

 

Percepisco la sua presenza alle mie spalle, così mi volto di scatto per affrontarlo. Di fianco a me si materializza il mio amico. Ci lanciamo uno sguardo di intesa ed attacchiamo il mostro, ancora nel corpo del sacerdote, muovendoci in perfetta sincronia. L’Arcano pronuncia parole in un’antica e sconosciuta lingua che mi creano enormi crampi allo stomaco lasciandomi immobile ad assistere alla scena, preso dal vomito. Il mio amico gli si avventa addosso e nel tentativo di strangolarlo fa cadere il suo cappello scoprendone la lucida e calva cima, ornata da una corona di capelli incolti. Sento che l’attacco fisico è solo la prova tangibile di una ben più oscura lotta mentale che i due stanno tenendo, ma essendo all’interno di un corpo umano più anziano, il demone presenta un punto debole, ottimamente individuato, nella corporatura non più forte ed energica. Questa azione allenta la fitta che impedisce i miei movimenti. Dalla bocca dell’Arcano inizia ad uscire una schiuma biancastra e sembra che il suo corpo stia morendo. Il dolore al ventre svanisce permettendomi di dire la mia nella lotta. Concentro tutte le mie forze e fisso attentamente le pupille del corpo morente tentando di penetrare nelle sue difese psichiche. I miei sforzi sono premiati e riesco a vedere il suo vero ed orripilante aspetto. È un mostro dalle stesse fattezze di un uomo ma con un corpo luminoso e più perfetto che qualsiasi essere umano, inoltre è ricoperto da un liquido untuoso e freddo. Come si accorge di essere stato identificato, il colore dei suoi occhi diventa rosso. La pupilla è piccolissima e piccole fessure nella cornea fanno fuoriuscire una luce rossa penetrante, infine, mentre aggrotta, in modo vistoso ed innaturale, le sopracciglia la creatura emette un terribile urlo. Provo una forte repulsione, simile alla forza d’urto di una bomba atomica, ed immediatamente vengo scaraventato di nuovo nel viale, al di fuori della sua mente. Il mio attacco alla sua vera natura sembra aver dato buoni frutti. Ora il mio amico stringe ancora il suo collo mentre lo guarda morire. Nel momento in cui l’Arcano spira, un piccolo lampo esce dal suo sguardo, dopodiché il suo corpo si inanima accasciandosi davanti a me. Mi avvicino per sincerarmi della sua definitiva sconfitta e tiro un sospiro di sollievo nel costatare che il demone è finalmente eliminato. Mi rialzo adagiando il corpo esanime, allento la guardia convinto che la battaglia sia vinta, quando sento penetrare, nel mio collo, tre unghie affilate. Emetto un grido di dolore e stupore mentre mi giro, sulla mia sinistra, per identificare il mio assalitore. Sono incredulo nel rendermi conto che si tratta del mio amico. Egli sembra avere un’espressione totalmente diversa: il suo sorriso, non è più scherzoso ma perfido e malvagio, le sue ciglia sono corrugate ma soprattutto i suoi occhi sono rossi e lucenti come quelli del demone. Il mio amico mi ha forse ingannato o è l’Arcano ad essersi impossessato del corpo del mio carissimo amico?

 

Incomprensibili parole eceggiano ancora nella mia testa fino a scomparire lentamente e con esse il luogo della battaglia e le ferite che avevo sul collo. Il pensiero di affrontarlo nuovamente, mi terrorizza, anche perché non so come sconfiggerlo senza fare del male al mio amico. L’unica cosa che ho capito è che nel momento prima della morte del corpo in cui si trova, riesce ad entrare in coloro che lo fissano negli occhi, sotto forma di un piccolo lampo. Probabilmente ci aveva provato anche con me, ottenendo scarsi risultati solo per il fatto che ha trovato una mente completamente sgombra da pensieri e paure, quindi, per lui inospitale. Per questo motivo non è riuscito a trovare nessun piglio per compiere il suo malvagio intento di dominare la mente umana. Il mio amico, forse, credendo di aver vinto ha abbassato la guardia, facendo si che la superbia, per una prestigiosa vittoria, rappresentasse un ottimo appiglio per quel terribile demonio.

 

Tra me e me penso che, se solo avessi avuto il tempo di imparare tutti i segreti della mente, e di conseguenza imparato ad usare attivamente i suoi poteri, avrei avuto, sicuramente successo contro il demone e magari sarei riuscito a salvare, senza arrecare danni, anche il mio amico.

 

La stanchezza per la battaglia mi fa cadere in un profondo sonno. “

 

...La trappola della setta...