4.II.3. Il Cavaliere del Giudizio

L'OTTAVO GIORNO (1985-2000)

Il futuro è già passato

 

 

 

3° sfida: “ Il Cavaliere del Giudizio “

 

 

ADULTO / ADULTO:

 

8 novembre 1999.

 

Questa fresca mattina, di Lunedì 8 Novembre 1999, apro gli occhi di scatto sfuggendo al Sogno che mi ha tormentato durante questa lunghissima notte…

 

Ecco l’ultimo aggiornamento del Sogno. Questa volta sono sicuro che sia la sua ultima puntata, dopo ben 14 anni, perché, questa parte, rappresenta l’anello di congiunzione tra la seconda sfida e “Il Re sceso dal cielo”, che narrerò come sogno conclusivo della Parte II del Sogno.

 

Purtroppo, quello che durante il sogno mi è apparso chiaro, come una folgorazione, al mio risveglio è diventato confuso. Non potendo trascrivere le cose in modo dettagliato per come realmente le ho sognate, ho deciso di ricostruirle solo per dare continuità alla storia. Di seguito saranno indicate in grassetto e non più in corsivo. Questo proprio per volere sottolineare che non sono reali parti del Sogno ma ricostruzioni ricreate coscientemente. Ho attinto da cose note e meno note che penso possano essere simili a quanto sognato.

 

“ Dirigendomi verso la mia camera, ripenso alla brutta esperienza fatta pochi istanti prima, e mi chiedo se fosse realmente solo un sogno dovuto alla suggestione o se si trattasse invece di una sconosciuta distorsione della realtà o magari di un’esperienza in un mondo parallelo. Comunque sia, “le attenzioni”, per così dire, di quel famelico mostro, sono tutt’altro che a me gradite! Mi rendo conto che l’Arcano diabolico, che avevo incontrato qualche giorno prima, ed il fantomatico Capo Supremo di quella strana setta, sono la stessa persona…o per meglio dire: la stessa creatura! Mentre mi addormento esprimo il desiderio di non incontrarlo mai più. Stranamente la mia mente rimane cosciente e provo una sensazione strana: mi sento sveglio mentre dormo. Non riesco a capire se sono ancora desto o se sto solo avendo un altro dei miei strani sogni. Il mio corpo non risponde agli stimoli e si trova in un profondo stato di rilassamento in cui ogni singolo muscolo è intorpidito ed inerte. Una piacevole sensazione di calore permea le intimità dei miei arti, mentre posso udire l’eco dei miei respiri, sempre più sfocato e distante. A questo punto, leggera la mia mente sfugge, alla gravità del corpo, espandendosi nella vastità dell’infinito mentre una voce altisonante emerge dalle profondità dello spazio di cui faccio ora parte e al tempo stesso il quale fa parte di me.

 

- Credi a ciò che ti dirò ed avrai salva la vita! – esordisce la Voce – Nel momento in cui il tuo corpo e la tua mente riprenderanno conoscenza, avrai un breve periodo per radunare le persone a te care e guidarle verso la salvezza. Guida i tuoi amici verso il luogo in cui ha vissuto la tua anima prima che conoscesse l’intendimento… solo lì troverai la via della vita. Chi come te crederà…vivrà! Il Sole non farà in tempo a levarsi completamente, che la mia parola sarà compiuta! Per aiutarti ti renderò capace di viaggiare nello spazio alla velocità del pensiero. È giunta l’ora di porre fine a questo Mondo infedele:

 

Che il Tempo si compia, che la Terra tremi. Il momento di dare potere ai giusti è finalmente giunto! –

 

Mi sveglio di colpo totalmente impressionato da quello che mi è appena capitato. Sento di avere poco tempo…devo correre ad avvisare i miei amici e parenti se voglio salvarli. – Come posso avvisare tutti in tempo prima del sorgere del Sole? – chiedo tra me e me ancora un po’ confuso. L’unica risposta che posso darmi è che se avrò fede, sicuramente ce la farò. Mi concentro sulla casa dei miei migliori amici desiderando ardentemente di essere lì, chiudo gli occhi e, con grande stupore, quando li riapro non sono più nella mia camera bensì nel luogo in cui ho intensamente preteso d’essere. Suono i campanelli e cerco di svegliare ed avvertire i miei assonnati amici, i quali, seppur con un po’ di titubanza, scendono in strada e credono alle mie parole. Li esorto ad incamminarsi verso il luogo prescelto, se vorranno vivere, dopodiché chiudo gli occhi nuovamente. Quando li riapro mi trovo come d’incanto, dall’altra parte della città. Ripeto l’operazione per tutte le persone che posso, conosco e/o a cui voglio bene; molti mi rispondono che sono troppo stanchi, dopo una nottata in discoteca, per ascoltare le miei follie; altri mi deridono, altri ancora non rispondono neppure al mio richiamo. Il Sole fa capolino all’orizzonte, ed ho raggruppato non più di venti persone quando l’alba mi avverte che non c’è più tempo: devo assicurarmi che tutti siano al riparo nel mio “vecchio” viale. Il Sole è già salito per due terzi del suo disco oltre l’orizzonte e molte persone, che ho avvisato, ancora non si vedono. Neanche il tempo di assistere ad un’alba completa, che il cielo all’orizzonte si accende di una luce rossa molto tenue con innumerevoli sfumature, la quale rappresenta uno spettacolo veramente insolito. Fragorosi lampi blu si schiantano al suolo diffondendo una luce crepuscolare assolutamente angosciante…non si può più distinguere il giorno dalla notte, il tempo sembra essersi fermato in un’atmosfera surreale in cui si possono udire soltanto i respiri affannati della gente che mi circonda. Nel punto in cui si perde il mio campo visivo, riesco a percepire un bagliore immenso che sembra quasi accompagnato da un tremendo, per intensità, squillo di tromba. Tutto ciò sembra agire da richiamo per le scariche elettriche di luce blu, le quali invertono il loro moto uscendo, questa volta, dalle viscere della terra e salendo al cielo per addensarsi in nubi di ioni instabili. Il suolo si sgretola come una zolletta di zucchero scagliata di forza contro un muro, e miriadi di schegge impazzite sfuggono all’attrazione gravitazionale del pianeta, librandosi nell’aria come prive di peso. I legami elettrochimici che tengono unita la materia, sono come impazziti, al punto che la fisica sembra essere una scienza priva di fondamenti. I muri delle case si sbriciolano, i vetri implodono riducendosi a piccoli cumuli di materia ardente dopo aver liberato enormi quantità di energia. L’asfalto che si apre in enormi voragini “cannibali”, non è altro che il preludio ad un tragico terremoto, per effetto del quale le case si “accartocciano” su se stesse, gli alberi si sradicano come animati da una forza misteriosa e volteggiano a gran velocità sopra le nostre teste, incredule. Improvvisamente, così come era incominciato, questa terrificante calamità si arresta appena in tempo per salutare il nuovo giorno, infatti, tutto il disco della nostra stella fa ormai capolino sopra la linea orientale della terra. Quello che resta della parte del mondo visibile dai miei occhi, non è altro che un insieme caotico di calcinacci, lamiere e profondi crateri. Le strutture abitate, più solide sono appena riconoscibili e trovare qualche superstite sembra un’ardua impresa. Straordinariamente, nessuno di noi presenta il benché minimo graffio. La Voce, che mi aveva messo in guardia da questa catastrofe apocalittica riecheggia nella mia mente e mi spinge con forza alla ricerca dei sopravvissuti. Cerco volontari che mi aiutino nella ricerca, ma sembrano tutti sotto shock, rannicchiati, impietriti e comunque nemmeno in grado di alzarsi da terra. Non tento nemmeno di convincerli e mi dirigo verso i resti delle prime case che incontro e in una sembra essere intatto ancora il campanello. Penso che sia impossibile che sia funzionante e quindi che sia inutile provare a suonarlo, però come mi avvicino sento dei lamenti provenire dalla porta divelta. Il primo piano sembra ancora integro. Le voci che provengono da sopra sembrano essere straniere.

 

- Potete capire ciò che vi dico? – urlo a gran voce.

 

- Ormai è tutto inutile! Sono tutti morti e anch’io sto per seguirli – farfuglia in una lingua, a me comprensibile, la voce dal piano di sopra, concludendo – Il tuo Dio ha dato grande prova di forza, noi, suoi oppositori dobbiamo arrenderci dinanzi alla sua terrificante potenza! – questa frase mi lascia di sasso, perché inaspettata e incredibilmente sincera.

 

Mi allontano dalla casa di quello straniero quando la Voce che mi aveva salvato la vita mi dice queste parole:

 

- Sei stato bravo ad aprire il tuo cuore alla fede, giovane figlio dell’uomo. Hai superato la terza prova che ti ha aperto la via della vita, ora sta a te decidere se percorrerla nel modo giusto o controcorrente. Ricordati che solo una direzione ti porterà all’immortalità…stai attento! –

 

La Voce è talmente potente che mi paralizza, non posso né interromperla ne ribattere le sue parole, mi entra direttamente nel cervello come se sapessi fin dal principio ciò che mi vuol dire.

 

- Invocando il Mio aiuto hai sconfitto tutti i demoni che hanno cercato di sottrarti la vita. Inizialmente hai vinto le tue paure sconfiggendo il Demone del tuo passato, contemporaneamente hai agito con giudizio e riflessione nelle situazioni estreme di pericolo, che hai saputo coraggiosamente superare. Negli ultimi anni e giorni e ore, che hanno preceduto la fine dei tempi, stabiliti per l’uomo, hai superato tre importanti prove: la prima ha attaccato il tuo corpo, la seconda la tua sensibilità emotiva e l’ultima che hai appena superato è la dimostrazione di fede. Per merito di quest’ultima, invocando il Mio aiuto, e seguendo le Mie leggi, hai potuto allontanare da te il terribile Arcano del Male, il quale rappresentava la tentazione di convertire il tuo spirito al male. Adesso puoi stare tranquillo che questa malvagia creatura non potrà più darti alcun fastidio. Il terremoto futuro, di cui ti ho reso partecipe, non è altro che un piccolo e circoscritto, avvertimento di ciò che verrà. La tua piccola città non sarà che il punto di partenza. Avrete un breve periodo di tempo per trovare la via dei giusti. L’uomo cercherà la forza del corpo umano, la donna la benevolenza dell’animo, tu, giovane uomo, la saggezza e la conoscenza della mente, dimostrandomi così che la nuova generazione è degna della mia benevolenza. Insieme affronterete l’esame del Cavaliere del Giudizio, il quale stabilirà se la specie umana ha conservato queste tre caratteristiche, indispensabili per far parte del nuovo ciclo che sorgerà dalle macerie di questo -

 

Il tono delle Sue parole diventa più solenne, continuando:

 

- Crescano nuovi semi e nuovi frutti. Sorgano nuovi soli e nuovi cieli. Sia nuova vita, la vera vita sia dei giusti. Per te e i tuoi “Fratelli del Giudizio”, stabilisco: tre giorni per tre anni. Questo è il tempo che vi è stato dato. Nelle vostre mani è il futuro dell’umanità. Solo l’uomo giusto rimarrà sulle proprie gambe, quando giungeremo dal cielo ad eseguire la sentenza del vostro Giudice. Il vostro sangue sarà l’inchiostro con il quale scriveremo per l’uomo “nuovi rotoli”.-

 

Terminata quest’ultima parola la Voce si dissolve lasciandomi una sensazione inspiegabile, in cui mi sento la testa pesante, come schiacciata da una responsabilità enorme. Sono fiducioso, ma allo stesso tempo, ho paura. Confusione mista ad un’inumana lucidità si mischiano nei miei pensieri, il corpo è pronto a scattare, al massimo delle sue possibilità, mentre il cervello sembra inerte e non in grado di trasmettere i giusti impulsi ai nervi ed ai muscoli. Sono il giorno e la notte, la luce ed il buio.

 

- È normale che tu ti senta così! – spezza la mia momentanea immobilità, una voce di uomo proveniente dalla mia destra – È capitato anche a noi due, poco dopo che la Voce ci ha istruiti, qualche istante fa.

 

- Com’è possibile che parlasse con voi nel momento in cui stava parlando a me? – mi domando stupito, ma al contempo, affascinato.

 

Mi guardo intorno e con mia sorpresa mi accorgo di trovarmi in un luogo che non conosco, totalmente differente da quello fatto di calcinacci, detriti e resti di edifici distrutti, in cui mi ricordavo di essere. Al mio fianco si trovano un uomo sulla quarantina con un fisico incredibilmente perfetto e una donna bellissima, i cui occhi mi affascinano per espressività e brillantezza. Gli edifici che mi circondano, sono moderni, scintillanti, altissimi, ma soprattutto integri, il che mi fa pensare che il terremoto sia stato solo una visione del futuro, e quindi non ancora accaduto. Gli abitanti di questa metropoli continuano la loro vita quotidiana in apparente tranquillità, senza la preoccupazione che la fine del mondo è iniziata e che si scatenerà entro pochi giorni. L’uomo mi si avvicina e, appoggiandomi una mano sulla spalla, con voce sicura mi istruisce, su ciò che dovrò fare, per presentarmi, preparato, nel giorno del giudizio.

 

- Siccome ci rimangono solo tre giorni, come prima cosa cerca di non sprecare inutilmente. In questo momento non sei un uomo normale, per cui se ti concentri, attraverso la tua forza interiore, puoi fare qualunque cosa desideri. Stai attento però, perché, detta con queste parole, sembra più semplice di quello che effettivamente è. Infatti non basta solo pensare una cosa perché questa si verifichi, ma è necessario avere una concentrazione tale, da non farsi influenzare da nessun timore, sensazione, sentimento o da qualsiasi altro elemento interno od esterno alla tua psiche. Ogni tuo pensiero o emozione ed energia, deve essere completamente focalizzata su ciò che vuoi realizzare. Come già sai, ognuno di noi ha un compito specifico da compiere, però prima, tutti e tre dobbiamo verificare se il nostro livello di concentrazione mentale è necessariamente elevato -

 

- Come faremo a conoscere la nostra reale situazione? – gli domando.

 

- Lo vedi quel grattacelo laggiù? Bene! – ribatte prontamente senza attendere la mia risposta –Dobbiamo lanciarci dal tetto dopo aver subito uno shock psicologico, e se la nostra mente riuscirà a non farsi condizionare, rimanendo lucidi, potremo desiderare di volare ed evitare di trasformarci in concime per le aiuole! – conclude con tono leggermente mordace.

 

La donna ci guarda in modo apprensivo e non nasconde un certo nervosismo, per poi chiudere gli occhi dolcemente come per cercare dentro di se la necessaria energia per affrontare l’inesorabile prova. In men che non si dica, ci troviamo tutti e tre a pochi centimetri dal cornicione, a ottanta metri o più di altezza, sul tetto del palazzo. L’uomo decide di gettarsi per primo, e qualche istante prima di compiere il fatidico gesto, arresta il suo impeto come se fosse turbato da una terribile visione, a cui solo lui può assistere, dopodiché chiude gli occhi, fa un profondo respiro e si lancia nel vuoto. Scende verso il suolo a gran velocità tenendo le braccia e le gambe leggermente aperte, cercando quasi di toccare il cielo che lo circonda. Nel vederlo, il mio cuore aumenta il numero delle pulsazioni fino quasi al limite massimo, ma tutto questo dura solo un attimo, infatti, riprendo subito il controllo di me, giusto in tempo per osservare l’uomo che a pochi centimetri dal terreno si blocca a mezz’aria, evitando l’impatto, e come fermato da un invisibile materasso gigante, rimbalza per ricadere in piedi. Come se niente fosse, solleva lo sguardo nella nostra direzione e, per quello che posso vedere e capire da quassù, sembra alzare il pollice per segnalarci che tutto è andato per il verso giusto. Ora è il turno della donna, la quale parte molto sicura ripetendomi che bisogna liberare la mente da ogni pensiero superfluo, ma soprattutto, credere nelle proprie capacità. Così, come successo prima, anche lei ha un sussulto e arresta il suo slancio, pochi istanti prima di buttarsi. Come scioccata da qualcosa, si porta le mani al volto mentre il suo viso assume un’espressione corrugata. Le domando cosa sia successo e lei mi risponde che nell’attimo in cui stava per saltare, una scioccante visione le ha fatto perdere la concentrazione.

 

- Non devi preoccuparti! È del tutto previsto – mi dice ormai nuovamente piena di sicurezza – Tutto è andato come annunciato… Se ti ricordi, poco fa, l’uomo ci ha detto che il tuffo nel vuoto andava eseguito dopo aver subito un disturbo emotivo, il quale è sicuramente dovuto a qualche demone che ancora non si vuol dar per vinto, e tenta il tutto per tutto per sconfiggerci. Io ho visto mio figlio di 3 mesi cadere dalla finestra verso il suolo e poi… - si interrompe con un singhiozzo, continuando -…non farti impressionare, perché dopo sarà il tuo turno, per cui stai attento a non cadere nei loro tranelli. –

 

Detto questo ella si lancia librandosi, come un’aquila, nel cielo per poi planare dolcemente al suolo. Come detto, adesso tocca a me compiere il coraggioso passo. Mi convinco che posso farcela, e libero la mia mente da ogni pensiero. L’unica cosa di cui mi interesso è quella di volare tranquillamente verso la strada. Nel momento in cui, finalmente sto per lanciarmi, una voce dietro di me tenta di bloccarmi.

 

- Non vorrai abbandonare il tuo amico, spero? – erompe una voce a me familiare – Ricordati che il suo corpo è ancora nelle mie mani, e che, se lo desidero, posso distruggerlo quando voglio! –

 

A queste parole, mi giro per capire chi sia il mio interlocutore, scoprendo con fastidio, che si tratta del Arcano demone che avevo affrontato per ben due volte; questa volta, purtroppo, si presentava all’interno del corpo del mio migliore amico, esibito come trofeo di una battaglia vinta.

 

- Allora cosa decidi di fare? Salti o cerchi di salvare il tuo ”amichetto”? – continua beffardo.

 

Sono un po’ confuso, non so cosa devo fare. Per fortuna vengono in mio aiuto le parole sia della donna che della Voce, che mi hanno preparato per affrontare questo difficile momento. Mi ricordo che la Voce mi aveva assicurato che non avevo più nulla da temere dal demone, perché sarebbe stato sistemato, e allo stesso tempo, la donna mi aveva detto che nel momento prima di saltare, una visione, dovuta a demoni ormai sconfitti, avrebbe cercato di farmi perdere il controllo e la concentrazione, così con tono sicuro rispondo a tema:

 

- Tu hai già perso! Non ti temo, “mi dispiace” ma non puoi più nulla, né contro di me ne sui miei amici! Forse pregherò per te… anche se invano! Addio! –

 

Dette queste parole, mi carico di energia e mi lancio per raggiungere gli altri che mi aspettano a terra. Mentre precipito, il cuore mi sale in gola e la sicurezza che mi offriva, il solido tetto dell’edificio, si dissolve nel gelo che accompagna la mia caduta libera. Mentre vedo l’asfalto avvicinarsi a gran velocità, vedo il corpo del mio amico privo di vita e dilaniato cadere al mio fianco. Questo mi turba perché pensavo di avere sconfitto l’Arcano, ma forse così non era, come se non bastasse non sono ancora riuscito né a volare né a rallentare la discesa. Mancano pochi metri all’impatto ed inizio a credere di non farcela e di essere stato ingannato. Mille pensieri affollano la mia psiche facendomi sentire un grosso macigno inerte. Mi lascio andare in un urlo disperato, quando, con le ultime forze rimaste, raccolgo in me tutta la fede e la lucidità che possiedo, desiderando di essere più resistente dell’asfalto. Raccolgo le ginocchia al petto, chiudo gli occhi e trattengo il respiro, mentre rovino al suolo. Il mio ultimo tentativo di sopravvivere, è servito, infatti, il mio corpo, penetra nel marciapiede come una punta incandescente nel burro caldo. La durezza del mio corpo, e la velocità dell’impatto, creano un enorme cratere innaturale, largo una ventina di metri e profondo un’infinità, sul fondo del quale mi fermo. Incredulo mi rialzo e cerco di vedere la luce del Sole che scarsa raggiunge tale profondità. L’uomo e la donna, si affacciano sul bordo del baratro e a gran voce mi invitano a risalire. Ormai senza timori, e conscio del grande potere della mente, mi basta “desiderare” di sfuggire alla gravità, che celermente le suole delle mie scarpe si staccano dal terriccio umido, e come danzando nell’aria, raggiungo di nuovo la superficie.

 

- Bravo! Hai superato il primo esame ed è quindi giunta l’ora di separarsi. Ognuno deve trovare ciò che deve trovare, da solo. Abbiamo due giorni esatti a partire da adesso. Alle 2 pomeridiane di venerdì, dovremmo essere tutti e tre nella stanza del Giudizio, che raggiungerai addormentandoti, e, quando l’orologio rintoccherà le due, il nostro impassibile giudice apparirà. Chi non si presenterà in tempo morirà, per questo ti consiglio di regolare il sonno in modo tale da riuscirti ad addormentare al momento giusto. Mi raccomando, presentati con indosso solo una veste di lino bianca, oltre la biancheria immacolata. A venerdì! – mi istruisce l’uomo prima di sparire nel nulla, insieme alla donna, così com’erano apparsi.

 

Detto questo, il cratere si richiude e la gente comune, che fino a qualche istante prima sembrava non vedermi, mi fa notare che sono tornato alla realtà.

 

Il mio compito è quello di dimostrare che, anche alla mia età, un uomo può essere maturo. L’unico mio pensiero è come riuscire a dimostrare al Cavaliere del Giudizio la mia intelligenza. Mi dirigo verso la biblioteca, per trovare più agevolmente ogni sorta di libro con cui aumentare le mie nozioni di cultura generale. Dopo otto ore di intenso studio mi rendo conto che in due giorni sarà impossibile che io riesca ad imparare tutto di tutto, quindi comincio a pensare che forse la prova a cui sarò sottoposto, non farà riferimento alle mie conoscenze culturali, ma probabilmente verterà su quelle umanistiche. Dopo tutto se la Voce mi ha scelto significa che conosce le mie caratteristiche ed al tempo stesso si sarà sicuramente resa conto che non è nelle capacità umane imparare così tante cose in così poco tempo. Ma se la prova di intelligenza, cui, come ha detto l’uomo, sarò sottoposto, non riguarderà le nozioni oggettive, cosa potrà mai essere?

 

Questo dubbio mi assilla, mentre il tempo passa in fretta, come forse mai nella mia vita, mancano ora solo cinque ore alle 14:00. Sono molto agitato perché non mi sento assolutamente pronto e preparato per un esame così importante, è come quando andavo a scuola il giorno dell’interrogazione, senza aver studiato. La differenza sta nel fatto che, se anche sbagliavo un’interrogazione, potevo recuperare, ma quella che affronterò oggi è una prova senza appello. Un altro problema prende corpo: così agitato non riesco a prendere sonno, e se ciò non dovesse accadere, non riuscirò a raggiungere il luogo del Giudizio! Che guaio, questo proprio non ci voleva! Cerco in tutti i modi di rilassarmi ed inizio a pregare a bassa voce. Ripeto una lenta cantilena nella mia mente fino a quando alle 13:53 sento lentamente il sonno prendere il sopravvento. Quando riapro gli occhi mi ritrovo in una specie di aula di tribunale dove al centro si trova un tavolo ellissoidale simile di più ad un occhio che ad una parte di mobilio. Da un lato vi è una sola enorme poltrona trasparente e scintillante, come fosse diamante, mentre dall’altro ci sono tre sedie: quella sulla sinistra è d’acciaio, quella al centro d’oro e quella alla destra d’ebano. Alle spalle della sedia di diamante c’è una parete, che sarebbe completamente spoglia se non fosse per uno specchio quadrato e scuro di circa tre metri di lato. Dietro le tre sedie si trova un’enorme struttura di legno fatta a semicerchio e che si sviluppa come un anfiteatro. Questo è il posto in cui si radunerà la giuria. Sulle pareti al lato sinistro del tavolo, in coincidenza con la parte a punta di questo tavolo a forma di occhio, domina un imponente orologio circolare: segna le 13:58. Sulla parete di destra non c’è nulla se non una piccola porta. Quando mi volto nuovamente in direzione del tavolo, mi accorgo che, dal nulla si è materializzata la donna, la quale si è seduta sulla sedia centrale. Mi dirigo verso di lei, ci salutiamo con un cenno del capo e poi mi sento come attratto dalla sedia d’ebano, sulla quale mi siedo.

 

- Sono preoccupata perché non vedo arrivare l’uomo! – mi dice con voce sottile – mancano soltanto due minuti al fatidico momento e lui ancora non si vede - poi guardandomi continua – Dov’è la tua veste bianca? Perché non ti sei cambiato? –

 

- Se devo essere sincero, tra tutti i pensieri che ho avuto, me ne sono dimenticato, e poi non so dove prenderla. – le rispondo.

 

- Vedi quella porta alla tua destra? Lì troverai tutto ciò che ti serve…l’unico inconveniente è che non puoi aprirla. –

 

- Ma allora come farò a cambiarmi? – le domando preoccupato.

 

- È semplice, ti basterà svuotare la mente da ogni pensiero e teletrasportarti al suo interno. Tuttora che sarai dentro dovrai invocare su di te la purezza di spirito, e vedrai che il tuo problema del vestito si risolverà! – conclude prima di girarsi nuovamente a fissare l’orologio.

 

Faccio quello che ella mi ha detto per filo e per segno, ed in men che non si dica, sono pronto ad affrontare il cavaliere del Giudizio. Mancano soltanto sette secondi alle 14, quando tra la gioia ed i sospiri liberatori di tutti, l’uomo appare, perfettamente in ordine e tranquillo e prende posto sulla sedia restante, quella d’acciaio. Allo scoccare dell’ora stabilita accade una cosa che ha dell’incredibile. Lo specchio di fronte a noi smette di riflettere la nostra immagine, accendendosi di una luce accecante, la quale sembra provenire dall’infinità del tempo. L’orologio alla parete smette di funzionare bloccandosi sulle due precise mentre si diffonde nella sala un luce multicolore. Rimango sbalordito dallo spettacolo cui sto assistendo: una creatura dall’aspetto umano e della statura di almeno due metri e mezzo, emerge dalla luce dello specchio come il materializzarsi di un ombra o di un riflesso. Questa creatura indossa una tunica scura, lunga fino agli scalzi piedi, e al posto del classico cappuccio, c’è un colletto, di un bianco purissimo, rialzato. Ha lunghi capelli bruni, i quali sono lucenti e lisci, la sua pelle è priva di macchie ed imperfezioni, inoltre non indossa né collane né ornamenti simili. Si muove con andamento maestoso e sicuro andandosi a sedere sulla poltrona di diamante, dopodiché nelle sue mani appare un libro misterioso rilegato con fili d’oro e le cui pagine sembrano fatte di platino. Sedendosi, mi guarda fisso negli occhi, scoprendo uno sguardo profondo, che i suoi occhi di un colore tra il grigio e l’azzurro, esaltano ed amplificano. Sono impietrito di fronte a tanta regale presenza e mi sento come catturato da questa creatura che si trova di fronte a me a non più di due metri. Posso percepire una forte energia spirituale; è qualcosa di devastante, di fronte alla quale nemmeno il materiale più resistente sarebbe in grado di non piegarsi. Abbasso immediatamente lo sguardo, per non rimanere folgorato, ed il mio sguardo cade sul misterioso libro. In esso sembra essere contenuta tutta la storia dell’Universo e la cosa incredibile è che, la pagina osservabile, cambia continuamente aspetto. Gli strani caratteri presenti sembrano essere animati e, come in una splendida coreografia, assumono di volta in volta, nuove posizioni, fino a quando la scritta diventa a me comprensibile. Ora riesco a leggere quella che sembra una catena evoluzionistica:

 

ALFA -> UNIVERSO_888 -> VIA LATTEA_12 -> SOLE_40 -> TERRA_666 -> FIGLI DI ADAMO_7 -> APOCALISSE_999 -> INFINITO -> OMEGA -> ALFA

 

Questa scritta è molto emblematica, infatti, sembra associare, ad ogni luogo dello spazio reale, un numero che, probabilmente, è significativo e rappresentativo di chi, tiene il dominio dei suddetti luoghi in questo momento. Ad esempio, dopo la creazione (lettera greca ALFA), l’Universo è sotto il dominio del Creatore Supremo (888), la Terra è dell’Angelo Traditore, detto anche Satana (666), la Razza umana, progenie di Adamo, è stata ed è governata da 7 regni mondiali. Non mi è dato di conoscere a chi fanno riferimento il numero 12 (forse i reggenti dello Zodiaco) ed il 40, però la cosa strana è che, entrambi, sono numeri di grande uso nella Sacra Bibbia, il primo associato alle Tribù d’Israele, al numero dei primi Apostoli ecc., ed il secondo ad altri avvenimenti importanti (gli anni nel deserto di Mosé, i giorni nel deserto di Cristo ecc.). Apocalisse 999 significa che durante il finimondo verrà ribaltato il governo del Diavolo (666 ribaltato da appunto 999)."

 

 

 

ADULTO:

Al risveglio mi è apparso chiaro un concetto che ho voluto subito trascrivere.

Il simbolo di infinito rappresenta un governo che porrà le basi di qualcosa di stabile e duraturo, che avverrà dopo la fine di tutti i governi umani, quando la Terra sarà tolta dalle mani del suo attuale governante (666). Il ciclo è chiuso dalla lettera greca omega la quale si ricollega nuovamente all’alfa. Questo significa che la fine è il principio ed il principio è la fine e che la storia è come un anello chiuso, di cui il Creatore Supremo rappresenta l’unico degno possessore e il cui governo non può essere rovesciato (888 rovesciato rimane invariato). Penso che se fosse effettivamente così, il tempo, come lo intende l’uomo, perderebbe il suo significato perché, se la storia si evolve lungo un anello, non ha senso parlare di un inizio ed una fine (trascorrere del tempo in modo lineare). Infatti, è sufficiente scegliere un punto arbitrario, all’interno di tale anello, e battezzarlo come l’inizio, e poi contare il tempo impiegato per ritornare da capo. Ad ogni passaggio si ha un nuovo inizio, ma allo stesso tempo una nuova fine. Sta poi alla volontà divina stabilire se un “giro” manterrà le regole di quello precedente (ad esempio la stessa velocità di percorrenza e quindi lo stesso tempo, le stesse leggi fisiche e chimiche ecc.). Quello che rimane immutato è il concetto di infinito o per meglio dire di indefinito (parola che è usata nella Bibbia e preferita all’altra), infatti questo ipotetico “giro” lungo l’anello del tempo, può essere ripetuto quante volte si vuole, ma la cosa bella che comunque sia, in questo modo il concetto stesso di infinito diventa un concetto limitato, limite posto dall’anello! Mi viene alla mente un passo delle Sacre Scritture in cui l’Onnipotente dice di essere l’alfa e l’omega, il principio e la fine…questo concetto ora mi è molto più chiaro! Inoltre ora potrei anche associare ogni, delle cinque estinzioni di massa (esempio dinosauri) avvenute nella storia della Terra, ad un ipotetico giro all’interno dell’anello del tempo.

 

 

 

SOGNO: "La visione della catena di numeri e parole mi catapulta in una stanza vuota dove ogni mio pensiero viene scritto sulle pareti:

 

...il tempo scorre su un anello...

...l'anello è chiuso tra l'alfa e l'omega...

…il Creatore in persona ha stabilito l'alfa e l'omega...

...il tempo dell'uomo è prossimo al suo omega...

...una nuova alfa è vicina...

...nuove regole...

...siamo forse io ed i miei due compagni, ad essere chiamati a stabilire le regole per il nuovo anello del tempo?...

...stabilite le quali, dal cielo giungerà il Re legittimo del Mondo che combatterà e vincerà il Sovrano illegittimo attuale (666) e creerà il Regno promesso che insieme ai suoi sudditi?...

...avrà la possibilità di ripercorrere l’anello....

...Ma cosa c’è al di fuori di questo anello? Ce ne sono forse infiniti altri? Queste regole valgono solo per l’umanità o anche per gli altri mondi dell’Universo?...

 

Le mie riflessioni sono interrotte dalla voce del Cavaliere del Giudizio, che sembra intenzionato a voler cominciare, proprio da me, la decisiva prova.

 

- Giovane uomo, sulla pelle brillano i tuoi sogni, tu sei il primo sigillo del nuovo magnifico regno! Prepara la tua mente, rinfranca lo spirito perché il Giudizio ha avuto inizio! –

 

Il Cavaliere interrompe le sue parole, un istante prima di lanciarmi uno sguardo paralizzante. Mi sento spiato e scandagliato fino alla mia più piccola particella, non ho più difese e sono totalmente in suo potere. Ora lui conosce tutti i miei pensieri e ha vissuto tutta la mia vita! I suoi occhi emanano una luce inumana e la sua voce, che inizia l’interrogazione della mie capacità, mi fa vibrare gli organi e le interiora, fino a quando il mio respiro s’interrompe e per poco non perdo i sensi. Faccio uso di tutte le energie che ho per cercare di resistere e dimostrare che sono degno del difficile compito affidatomi.

 

- Tu sei l’esempio e la dimostrazione che i giovani uomini possono guadagnarsi la vita! Mostrami dunque la tua intelligenza: pronuncia in giapponese la Parola dell’Iddio Onnipotente, e salva la tua anima e quella dei tuoi coetanei dalla rovina! –

 

Dette queste parole, mi sento paurosamente disorientato; l’unica cosa che so di giapponese, è contare fino a sei e dire arrivederci! Come posso pronunciare un’intera frase, che oltretutto non conosco?

 

È dunque questa la fine della gioventù? Potevo veramente superare la fatidica prova, o la volontà Suprema era fin dal principio quella di eliminare la mia generazione? Cosa posso dire per salvare la mia anima dal tormento eterno?

 

Una moltitudine di domande come queste, passa attraverso il mio cervello, senza trovare una risposta sensata ed in grado di togliermi da questa situazione critica. Avrei voglia che tutto fosse solo un altro dei miei soliti sogni e quello che desidero con tutto me stesso è svegliarmi è tornare alla realtà, ma questa volta non ci riesco… sono già sveglio! Prendo atto che solo io e la mia forza di spirito, possiamo trovare il modo di superare quest’ultima decisiva prova. Gradualmente elimino, dalla mia mente, ogni pensiero poco costruttivo e cerco di trovare la concentrazione necessaria. Ripenso al Sogno, alle parole che la Voce ha usato per prepararmi alle prove della mia vita e che mi hanno sempre tolto dai guai, e mi rendo conto che sono solo un ragazzo un po’ più maturo di quello che gli anni dicano, e quindi che è impensabile che conosca a memoria “oltre” alla Bibbia (parola del Creatore Onnipotente) anche la sua traduzione in giapponese. Dentro di me capisco che una prova di maturità ed intelligenza, come quella che devo superare, non sta nel sapere tutto di tutto, ma è più conoscere qual è la soluzione giusta per superare ogni inconveniente ed ogni ostacolo. Grazie a questa mia riflessione, supero l’imbarazzo iniziale, che mi avrebbe condizionato e spinto a dire ciò che conosco di giapponese, pur di non stare zitto e fare brutta figura. Sono sicuro che per superare la prova mi basti spiegare al Cavaliere del Giudizio, la differenza tra cultura (conoscenze oggettive) ed intelligenza (saper fare la scelta giusta al momento giusto). Sono, però colto in contropiede, perché, ancor prima che riesca a fiatare, il mio Giudice esclama a gran voce:

 

- La prova è terminata! Che abbia inizio la fine! Sia rotto l'anello. Finisca il tempo –

 

Terminate queste parole tutto ciò che mi circonda svanisce, sfumando nell’oscurità. Lentamente cado in un sonno profondo.

 

Non so quantificare di preciso il tempo durante il quale sono rimasto privo di sensi, ma quando mi sveglio mi trovo in uno strano luogo. Sono circondato da alti arbusti e grano dorato che si interseca all’orizzonte con un piccolo bosco di querce. Mi dirigo verso queste ultime e dopo aver camminato una buona mezz’ora incontro una recinzione di filo spinato con un divieto di scavalcare ed un cartello fatto a forma di freccia con su scritto: “Valle del Re” che indica la mia sinistra. È ormai notte ed io sono stanchissimo, sento la testa pesante, forse per l’eccessiva tensione causata dalla prova del giudizio finale e decido di sdraiarmi in riva ad un piccolo stagno ad una ventina di metri dal cartello che mi sono lasciato alle spalle. Sono ancora turbato perché non conosco l’esito della prova, ma nonostante questi pesanti dubbi come tocco il suolo i miei occhi si chiudono e cado nuovamente in un sonno profondo. “

 

...Il Re sceso dal cielo...